Quando in un condominio vengono eseguiti lavori sulle parti comuni, come ristrutturazioni o interventi di riqualificazione energetica, ogni condomino può avere diritto a una detrazione fiscale sulla propria quota di spesa. Per far sì che questi importi compaiano correttamente nella dichiarazione dei redditi precompilata, l’amministratore trasmette ogni anno i dati all’Anagrafe tributaria entro una scadenza fissa: il 16 marzo.
Con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 10 febbraio 2026 (Prot. 50559/2026) vengono aggiornate le specifiche tecniche usate per inviare questi dati. La novità nasce da un’esigenza pratica: negli ultimi anni le regole sulle detrazioni legate ai lavori edilizi e all’efficientamento energetico sono state rimodulate e, in alcuni casi, la percentuale di detrazione può cambiare in base alla situazione del contribuente e dell’immobile.
L’obiettivo dell’aggiornamento è rendere più preciso l’inserimento dei dati nella precompilata, riducendo errori e correzioni successive.
Quali dati vengono comunicati all’Anagrafe tributaria
In generale, l’amministratore comunica:
- le spese sostenute dal condominio per determinati interventi agevolati sulle parti comuni;
- le quote attribuite a ciascun condomino secondo la ripartizione approvata;
- gli elementi necessari per collegare correttamente la spesa al contribuente che potrà portarla in detrazione.
Questa comunicazione è importante perché consente all’Agenzia delle Entrate di inserire automaticamente le informazioni nella dichiarazione precompilata del singolo condomino.
Perché il Provvedimento 2026 è rilevante
Il Provvedimento del 10 febbraio 2026 aggiorna il tracciato di invio dei dati a partire dalle informazioni relative al periodo d’imposta 2025 (cioè le spese sostenute nel 2025, da trasmettere entro il 16 marzo 2026).
La ragione è legata alla presenza di un sistema di detrazione che può prevedere:
- una percentuale “ordinaria”;
- una percentuale più alta in alcune situazioni specifiche, quando ricorrono requisiti legati all’immobile e al titolo del contribuente.
Per gestire correttamente questa differenza nella dichiarazione precompilata, l’Agenzia ha previsto un’integrazione delle informazioni trasmesse.
La principale novità: il campo “abitazione principale”
Nel nuovo tracciato viene introdotto un campo che permette di indicare, per la singola unità immobiliare a cui è imputata la spesa, se l’immobile è adibito ad abitazione principale.
Questa informazione serve all’Agenzia delle Entrate per associare la quota di spesa alla percentuale di detrazione corretta, quando le regole prevedono un’aliquota più favorevole per chi soddisfa determinati requisiti.
È importante chiarire un aspetto: l’amministratore non deve verificare se l’immobile sia effettivamente abitazione principale secondo la normativa fiscale. L’amministratore, di norma, non dispone delle informazioni complete sulla situazione personale e fiscale del singolo condomino.
Per questo motivo, il provvedimento stabilisce che:
- l’informazione “abitazione principale” può essere inserita solo se il condomino la comunica all’amministratore;
- la comunicazione deve arrivare entro il 31 dicembre dell’anno a cui si riferisce la spesa;
- per il primo anno di applicazione (spese 2025) l’indicazione è facoltativa, in via sperimentale.
In altre parole, se il condomino non fornisce questa informazione, l’amministratore trasmette comunque i dati delle spese e delle quote, ma senza valorizzare il campo aggiuntivo.
Cosa cambia per i condomini
Per il singolo condomino, la novità può avere un impatto positivo: se l’informazione viene trasmessa correttamente e ricorrono i requisiti previsti, la dichiarazione precompilata potrà essere più allineata alla situazione reale, riducendo la necessità di modifiche manuali.
In assenza del dato, la precompilata potrebbe comunque riportare la spesa, ma potrebbero essere necessari controlli o integrazioni in fase di dichiarazione, soprattutto nei casi in cui il contribuente ritenga di avere diritto a un’aliquota più favorevole.
Cosa deve fare l’amministratore, in modo semplice
Dal punto di vista operativo, l’amministratore deve considerare due aspetti:
- Utilizzare il nuovo tracciato per le comunicazioni che riguardano le spese 2025 e anni successivi, secondo le specifiche aggiornate.
- Gestire correttamente la raccolta delle informazioni sull’eventuale abitazione principale, se decide di valorizzare il nuovo campo.
La parte più delicata è la seconda: non perché sia complicata tecnicamente, ma perché richiede un metodo ordinato. Il modo più efficace è prevedere una richiesta ai condòmini con tempi chiari, e conservare la documentazione ricevuta in modo tracciabile.
Se il condomino non collabora o risponde tardi
Può succedere che un condomino non comunichi in tempo l’informazione richiesta. In quel caso, l’amministratore non dovrebbe inserire il dato “per presunzione” o “per conoscenza personale”.
La regola prudente è semplice: si trasmettono solo informazioni formalmente comunicate nei termini indicati. Questo tutela sia l’amministratore, sia il condominio, perché riduce il rischio di contestazioni.
Conclusione
Il Provvedimento del 10 febbraio 2026 aggiorna le modalità tecniche con cui gli amministratori di condominio comunicano all’Anagrafe tributaria i dati relativi alle spese su parti comuni per interventi agevolati. La novità più rilevante è l’introduzione, nel tracciato, di un campo che segnala se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale, informazione utile per determinare correttamente la percentuale di detrazione in dichiarazione.
Per i condomini questo può tradursi in una dichiarazione precompilata più accurata. Per gli amministratori significa impostare una raccolta ordinata delle informazioni, ricordando che il dato può essere trasmesso solo se comunicato dal condomino entro i termini previsti.